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Pietro d'Aragona

Pietro d'Aragona  
abenemeglio
From:abenemeglio
Subject:Pietro d'Aragona
Date:20 Jan 2005 16:57:25 GMT
PIETRO D’ARAGONA

Carlo sapeva dai suoi informatori che da anni alcuni cospiratori preparavano la
rivolta, con in testa Giovanni da Procida, già medico e gran cancelliere di
Federico II°.
Resosi conto ormai della gravità della cosa ,re Carlo non volle disperare
Signore Iddio, poichè ti è piaciuto farmi avversa la mia fortuna, piacciati che
il mio declinare sia a petitti passi.Lo voleva , lo esigeva, assolutamente come
alleato il Signore Iddio perché lui lo meritava, aveva fatto molto per il Papato
e poi ne aveva bisogno. Aveva necessità di guadagnare tempo, per riorganizzare
le sue truppe duramente colpite. Ma intanto i siciliani, ormai liberi dal giogo
francese, si erano rivolti a Pietro d'Aragona, il quale per aver sposato
Costanza, figlia di Manfredi, era in grado di rivendicare i diritti degli
Hoestaufen e aveva raccolto presso di se, fin dall'inizio del dominio angioino,
gli esuli fuggitivi, disgustati e insofferenti dal governo dispotico di Carlo.
Fra questi, oltre al gran cospiratore, Giovanni da Procida, che aveva
preparato la rivolta, c'era il grande ammiraglio calabrese Ruggiero di Lauria.
Carlo s'affanna vanamente nei tentativi di recuperare le posizioni perdute, sia
con minacce e inaccettabili proposte di tregua e di negoziati (la diplomazia non
è stato mai il suo forte), sia con ultimi infruttuosi assalti che gli costeranno
due sconfitte navali, a Reggio e a Nicotera, da forze nettamente inferiori, e la
perdita di ben venti galere cariche di armi e di macchine da guerra. Ormai in
uno stato di confusione totale, con il suo esercito allo sbando, l'angioino si
reimbarca alla volta delle coste francesi per chiedere l'appoggio del nipote,
Filippo III°, re di Francia.
Intanto, il 30 agosto 1282 era sbarcato a Trapani Pietro d'Aragona e cinque
giorni dopo, via terra, aveva raggiunto Palermo dove era stato acclamato re
dalla folla siciliana osannante.Giuro di proteggere le libertà siciliane come
al tempo del buon re Gugliemo, proclama solennemente l'aragonese.
Aur, Aur, Aur!, gridano i marinai della flotta siculo-aragonese.



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