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Colombia. Realizzato il trapianto sperimentale di staminali su Montoya (allenatore)

Colombia. Realizzato il trapianto sperimentale di staminali su Montoya (allenatore)  
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Subject:Colombia. Realizzato il trapianto sperimentale di staminali su Montoya (allenatore)
Date:22 Jan 2005 16:25:33 +0100
Ancora buon pomeriggio,
le notizie scientifiche non
mancano. Meglio no? èèèèè.
Emael

CELLULE STAMINALI (quattordicinale)
21/01/2005 59.d.h

Colombia. Realizzato il trapianto sperimentale di staminali su Montoya

http://staminali.aduc.it/php_artshow_4015_1_ta_l25.html

Il caso dell'allenatore colombiano rimasto quadriplegico in seguito ad una
sparatoria il 22 dicembre 2004, Luis Fernando Montoya, continua ad essere al
centro dell'attenzione nazionale dopo la realizzazione del trapianto
sperimentale di cellule staminali.
Montoya, ex allenatore della squadra di calcio Once Caldas, 47 anni, ha
perso la capacita' di respirare da solo, e dipendere dalle macchine fa
aumentare in maniera vertiginosa l'indice di mortalita'. Il trapianto di
staminali punta proprio al recupero della capacita' di respirare
autonomamente. "Un paziente quadriplegico che dipende da un respiratore ha
una mortalita' dell'85%, altissima. Un altro che non dipenda dalla
respirazione meccanica ha una mortalita' del 15%. Dipendere dal respiratore
e' praticamente la differenza tra la vita e la morte", spiega Ignacio
Gonzalez, il neurochirurgo che ha operato Montoya realizzando il trapianto
di staminali lo scorso 8 gennaio. E' ancora presto per parlare dei
risultati, dice, "dobbiamo aspettare almeno un mese, e' prematuro parlarne".
Di certo non ci sono state complicazioni e il 18 gennaio e' uscito dal
reparto di terapia intensiva della Clinica Las Americas di Medellin per
essere spostato in una camera piu' confortevole per lui e i familiari.
I colpi di arma da fuoco gli hanno spezzato il midollo spinale. La lesione,
una perdita di tessuto superiore ad un centimetro che e' praticamente
impossibile da ricostruire, lo priva sia della capacita' di respirare che di
muoversi e della sensibilita' dal collo in giu'. Il tentativo del trapianto
di staminali, che fino ad ora ha visto solo su animali dei tentativi simili,
confida che le cellule impiantate diminuiscano la lesione affinche' Montoya
possa almeno respirare autonomamente.
Le staminali, precedentemente estratte dal midollo osseo, gli sono state
iniettate nel midollo spinale in una quantita' di 200 milioni. Questo e' il
poco che si sa dell'operazione. "Da diverso tempo si sta lavorando sui topi
con buoni risultati, impiantando le cellule nel midollo spinale si sono
ottenute risposte eccellenti. Questa e' la prima volta nella storia che si
cerca di recuperare il tessuto midollare", avverte Gonzalez.
Anche il direttore della clinica Javier Orozco Moraz ha tenuto a precisare
come "la clinica ha accettato di realizzare il procedimento con il sostegno
del gruppo di specialisti comprendendo e chiarendo che tuttavia questa
operazione non ha il rigore scientifico per essere considerata come una
opzione terapeutica raccomandata e con un protocollo gia' esistente".
E proprio per il carattere sperimentale c'e' stato bisogno che la famiglia
Montoya facesse una richiesta particolare al Governo e alla clinica, oltre a
sottoscrivere un documento in cui vengono sollevati da qualsiasi
responsabilita' i medici. Montoya cosciente della caratteristica
sperimentale ha sottoscritto il documento con l'impronta dell'indice della
sua mano destra.

E proprio sul carattere sperimentale si e' aperto un dibattito tra gli
specialisti. Il quotidiano colombiano El Pais ha pubblicato un faccia a
faccia.

Secondo il medico e genetista dell'Universita' di Antioquia Emilio Yunis
Turbay "nessuno scienziato e' d'accordo nell'utilizzo delle persone umane
per "esperimenti" nell'accezione scientifica del termine. Lo scienziato
realizza un esperimento che e' sotto controllo, sa quello che sta facendo e
in precedenza presume qual'e' il risultato che si va ad avere. Lo stregone,
il mago fa esperimenti alla cieca per vedere quello che succede e questo non
e' etico. Questo e' proibito dalla scienza, dall'etica e dalle convenzioni
internazionali. La scienza non cerca mai di trovare qualcosa per azzardo.
Parte dalla conoscenza per cercare una nuova conoscenza, e per questo si
fanno delle ipotesi. Nell'esperimento del signor Montoya, nessuno sa quale
risultato si presume di ottenere, come pensano di riempire il tessuto perso,
quante cellule. Neppure e' stato detto quali cellule sono state sviluppate
in laboratorio come cellule nervose, ma solo che sono del midollo osseo".
Turbay inoltre si chiede "dove sono i dati preventivi che permettono di
ipotizzare che ci possa essere un beneficio e in quale percentuale? Se manca
questo, non e' serio applicare qualcosa che si crede potenzialmente buono,
cosi' alla cieca. Non c'e' un parametro che permetta di controllare che la
procedura sia effettiva, e se anche lo fosse, come dimostrare poi che sia da
imputarsi alla procedura".

A vederla in maniera diametralmente opposta e' il neurochirurgo che ha
operato Montoya, Ignacio Gonzalez. "La sperimentazione medica negli umani e'
accettata dal punto di vista legale ed etico, sempre e quando sia l'ultima
opzione che esiste per il paziente, come nel caso di Luis Fernando, a cui la
medicina non ha piu' altro da offrire. Se esiste una qualche prova, anche se
e' negli animali, che il trapianto delle cellule staminali puo' servire, e'
assolutamente accettata la sperimentazione, sempre e quando il paziente la
autorizzi. Non c'e' un problema etico perche' lui sa che sta correndo dei
rischi. Questo e' un caso disperato in cui non possiamo aspettare perche' il
paziente morira' se non facciamo qualcosa per lui. Siamo a conoscenza di
alcuni studi sui topi in cui i risultati sono buoni e a Medellin abbiamo le
capacita' e la tecnologia di impiantare le cellule staminali".
Montoya -spiega Gonzalez- non puo' aspettare i risultati della medicina
perche' occorrono mesi o anni, mentre "il paziente ha la morte dietro
l'angolo". "Non c'e' ragione ne' e' il momento per criticare la procedura
gia' realizzata, perche' apriamo un dibattito pubblico e chiediamo la
collaborazione di tutte le organizzazioni mediche del Paese per darci
indicazioni in questa situazione. Ci dicono che e' quasi folcloristico, d'
accordo, pero' c'e' una vita di mezzo che non puo' aspettare il rigore
scientifico perche' questo va ad una velocita' e le complicazioni del
paziente vanno ad un'altra, che e' molto piu' rapida. Direi ai critici che
non hanno davanti il paziente: mi piacerebbe che lo vedessero e che avessero
la capacita' di offrirgli qualcosa di meglio. Se dovessi tornare a prendere
la decisione, non avrei dubbi, e se io fossi il paziente mi sarei gia'
impiantato le cellule staminali".

http://www.rael.org
http://www.raelabs.com/news.php
   

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