"No alla comunione per i gay"

Subject:"No alla comunione per i gay"
Date:Fri, 5 Feb 2010 16:14:17 +0100
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/05/news/comunione_gay-2197564/

Pistoia, monsignor Scatizzi invita i preti a non somministrare la comunione
agli omosessuali

"Quando conclamata e ostentata è un peccato che li esclude dal sacramento"

Un altro vescovo dice no ai gay
Nella comunità è rivolta sul web

Lo scorso 25 gennaio era toccato al vescovo emerito di Grosseto
Durissimi i commenti fra blog, Facebook e forum dedicati

di MARCO PASQUA

Un altro vescovo dice no ai gay Nella comunità è rivolta sul web

PISTOIA - Niente comunione ai "gay conclamati", perché "l'omosessualità è
un disordine" e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per
monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero
rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay. Parlando oggi con il sito
religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali "che proclamano la loro
condizione e la praticano", l'esponente cattolico sostiene: "Il principio
generale é che la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che
esclude la comunione".

Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno
da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25
gennaio, un'analoga presa di posizione. Parlando con lo stesso sito,
infatti, il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era
stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il
governatore della Puglia, Nichi Vendola: "La pratica conclamata della
omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna
negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora,
proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno
come Vendola".

L'ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è del 79enne Scatizzi, già
protagonista, nel 2005, di un'aspra polemica contro i gay, "colpevoli", a
suo dire, della "crisi della virilità". "L'omosessualità in quanto tale é
un disordine. E su questo non ci sta discussione", afferma categorico il
religioso, salvo poi concedere che "con gli omosessuali é necessario usare
delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto
sulla Terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze".


Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra
andare oltre, arrivando a criticare persino le leggi contro l'omofobia. "Io
non le ritengo giuste - ha tuonato il porporato, parlando il 2 febbraio
con lo stesso sito - in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile,
ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e
donna e quella omosessuale che famiglia non é, per la semplicissima ragione
che non é in grado di ottemperare alla riproduzione. L'atto sessuale é
volto a questo e non alla ricerca di lussuria". Secondo Zerrillo
bisognerebbe invitare il gay credente a non chiedere la comunione, "per non
alimentare lo scandalo": "Se davanti a me, specie in un centro piccolo in
cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del
genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio
generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli
amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore".

Aveva parlato invece di "pratica aberrante" il collega emerito di Grosseto,
monsignor Giacomo Babini: "Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la
pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto
incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare
chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case
agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che
apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e
scandalizza". Cosa dovrebbero fare i gay? "Pentirsi di questo orribile
difetto", l'invito di Babini.

Durissimi i commenti degli utenti in calce a queste interviste, fatte
circolare in maniera virale su Facebook, i forum e i blog. "Una persona non
può e non dovrà mai vergognarsi di quello che è. Dio ama tutti
indistintamente e lei predica odio, incita le masse ignoranti alla violenza
e contribuisce a rendere l'Italia un paese razzista, omofobo, antisemita",
scrive un utente, mentre un altro aggiunge: "La chiesa dovrebbe essere
simbolo di pace e non di intolleranza, lasci l'anello che porta con tanta
prosopopea e riprenda in mano il Vangelo. Volgete lo sguardo alle mele
marce che ci sono tra di voi (preti pedofili, ecc.) e non prendetevela con
chi, realmente, è capace di amare". "Vi rendete conto, signori, che voi
stessi avete detto che Dio è amore? gli omosessuali non hanno bisogno di
misericordia o di perdono, vi prego. Ora è veramente troppo", scrive
l'utente "frangisca" commentando le parole di Scatizzi. Il quale sembra
avere solo un consiglio per gli omosessuali: "Sarebbe opportuno che i gay
si lasciassero portare sulla via della guarigione e della conversione".





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