Immigrazione: Africani e Radicali in sciopero della fame per chiedere legalità sui permessi di soggiorno Roma, 12 dicembre 2009 Si è tenuta oggi pomeriggio a Roma, sotto i portici di Piazza Vittorio, a pochi giorni dalla morte di Muhammad Alì Muzzafar (Sher Kan) - leader immigrato ucciso dal freddo pochi giorni dopo essere uscito dal CIE di Ponte Galeria dove si trovava per il mancato rinnovo del permesso di soggiorno- la Conferenza stampa "Mai più morire come Sher Kan, di mancanza di diritto!”. Presenti Mario Staderini, Segretario di Radicali Italiani, e Rita Bernardini, deputata radicale, insieme a Simone Sapienza ed Irene Testa della Giunta di Radicali Italiani. La morte di Sher Kan, ha detto Staderini “e' il tragico simbolo di come nel nostro paese la vita di un immigrato in attesa del permesso di soggiorno sia la vita carceraria di un recluso, che a seconda dei momenti e' realmente imprigionato nei Cie o in liberta' vigilata, in balia della possibile revoca del permesso di soggiorno o della sua non ottenibilita'". Nel corso della conferenza stampa, Gaoussou Outtarà -membro della Giunta di Radicali Italiani- ha annunciato che a partire dalla mezzanotte inizierà uno sciopero della fame affinché venga affrontata la questione degli enormi ritardi nella concessione e rinnovo dei permessi di soggiorno. Per il rinnovo annuale, infatti, si aspetta sino a 8-15 mesi, nonostante il Testo unico sull’immigrazione preveda all’art. 5 che “il permesso di soggiorno è rilasciato, rinnovato o convertito entro venti giorni dalla domanda". Sono oltre 500 mila le persone in attesa del permesso di soggiorno, l’arretrato è enorme e le questure non sanno come smaltirlo. “Di fronte a leggi ingiuste o non applicate, non ci resta che ricorrere alla nonviolenza”, ha affermato Outtarà. “Aspettare così tanto il permesso di soggiorno è come stare in un carcere grande come l’Italia” . Gli stranieri in attesa di rinnovo, infatti, non hanno il diritto di viaggiare in Europa e vivono in una condizione di semiclandestini. “Qui sono nati i nostri figli; qui è la terra dei Balotelli. Vogliamo che ci garantisca la legge “ ha concluso Outtarà, facendo un appello alla comunità di unirsi nell’azione nonviolenta come già hanno fatto Yacouba Dabre (Burkina Faso), Felicite Mbezele (Cameroun), Lamin Gaye (Senegal), Kizìlala Mayele (Congo). Per il Segretario di Radicali Italiani, Mario Staderini, “Quella di Ouattarà e degli altri compagni è una azione nonviolenta avviata nel nome di Sher Kan, dei morti ignoti sul fondo del mediterraneo, di quelli nelle carceri libiche e di tutte le vittime del proibizionismo sull'immigrazione. Si tratta del primo passo per arrivare al rispetto delle leggi esistenti ed a modificare gli aspetti più criminogeni”. “Voglio ringraziare Outtarà e gli altri compagni” ha proseguito Staderini, “anche per aver scelto di aiutarci nella raccolta delle firme per la presentazione alle elezioni regionali della Lista Bonino Pannella: non ci sorprende che chi è vittima della illegalità italiana si riconosca in chi, non vuole rassegnarsi a vedere lo sfascio della democrazia e la riduzione degli spazi di libertà. Other posts:
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