ASSOCONSULENZA E FELICE DE SARIO

Subject:ASSOCONSULENZA E FELICE DE SARIO
Date:Wed, 03 Feb 2010 17:51:50 GMT
INTERVISTA A FELICE DE SARIO SOCIO ORDINARIO ASSOCONSULENZA

ASSOCONSULENZA
FINANZA E DIRITTO INTERVISTA I PROTAGONISTI DELLA CONSULENZA
FINANZIARIA INDIPENDENTE ISCRITTI E CERTIFICATI DA
ASSOCONSULENZA


www.assoconsulenza.com

www.finanzaediritto.it


Da quanti anni risulta essere iscritto ad Assoconsulenza e quali
sono stati e sono tuttora i vantaggi esclusivi che ne sono
derivati dall’appartenenza a questa selezionatissima e
rigorosissima associazione di categoria, la prima sorta in
Italia nel 1996 ed alla quale è dovuta la nascita di tale
attività professionale in Italia?

Sono iscritto dal Master di novembre 2003, n. 608. Ho conosciuto
ed apprezzato Stefano Masullo ed i suoi collaboratori (con
simpatia, il mio coetaneo Max Romano) per il loro decisivo
impegno nella diffusione del consulente indipendente, figura
anonima nei primi anni novanta. Assoconsulenza ha rappresentato
per me, in quanto consulente, il primum movens, è stata
iniziativa, referenza, appartenenza, esclusività. Un solco di
professionale empatia e mutuo vantaggio.

Ci può illustrare nello specifico le esperienze professionali
maturate in passato, come ha deciso di intraprendere l’attività
di Consulente di Investimento Indipendente e quali sono le
specifiche attività di cui si occupa?

Data 1996 il termine a quo del mio coinvolgimento nel
professionismo finanziario, allorquando, in anni aihmè lontani,
impiegato in uno studio di consulenza commerciale e finanziaria,
studiavo ad un tempo, con onnivora avidità, gli economisti
politici del passato ed i papers dernier cri degli americani (i
più bravi), mentre mi dilettavo di trading borsistico, nella
fase di sperimentazione in Italia. Poi sono arrivati i manuali
epici della finanza, i centoni dai mille risvolti empirici,
testi capitali snobbati dal bon mot della stampa e
dell’accademia nostrana che bandiva il termine
stesso “speculazione”: Mc Millan, Natenberg, Mollat, Magee,
Caplan, nessuno, dalle alte sfere di un’editoria finanziaria
benpensante, si è mai dato la pena neanche di tradurli, quegli
americani. La mia iniziazione risale alla lettura di un libro
nel 1989, “Analisi Tecnica, la borsa senza segreti”, edito da
Investire Strumenti srl. Lo comprai che avevo 19 anni. E’ stato
il primo di un’interminabile e maniacale collezione... Oggi
gestisco il mio Studio professionale che dal 2003 è un crogiolo
di esperienze diverse di privati investitori, colleghi
professionisti e gente anche solo incuriosita dalla novità
dell’indipendenza, come il portato di tempi difficili, ma sempre
forieri di ventate rinvigorenti, come la nuova generazione di
intelletti percorsi da esperienze ed istanze spirituali, uno
iato tra due culture. L’ultimo lustro ha rappresentato per me il
torno di tempo paradossalmente ideale per completare una
maturazione professionale in competenze poi rivelatesi
richiestissime sia nell’ambito della consulenza c.d. ex ante
agli investitori, che in quella relativa al momento patologico
dell’investimento. E’ la stessa esperienza che mi ha condotto,
quasi per mano, verso l’approfondimento di temi ed istanze
vicini al mondo del consumerismo italiano, senza tuttavia
incappare nella trappola dell’acritica omologazione ad esso,
anzi costringendomi a tenere dritta la difficile barra del
servizio, continuamente sospesa tra il privato e l’istituzione.
I ponti di collaborazione, gettati un po’ ovunque, hanno assunto
la forma del Report per il cliente-investiore, o della perizia
tecnico-finanziaria per l’avvocato di turno, nella mia qualità
di de-strutturatore di swap, gpm, strutturati e quant’altro. Ciò
che mi si richiede è qualità, servizio, integrità, “missione”.

Quale è in particolare la tipologia di clientela seguita e quali
sono le metodologie operative che utilizza nel normale
svolgimento della propria attività professionale?

La clientela non è selezionata, consiglio piccoli e grandi
risparmiatori, associazioni di consumatori così come studi
legali, niente veti, calibro il servizio in base alle vere
esigenze del cliente. Ritengo che l’implementazione delle
coperture di portafoglio (ad es. mediante le opzioni)
nell’offerta del servizio di consulenza sia un valore aggiunto
dell’indipendenza e, de facto, l’unica alternativa ad una
gestione professionale in Hedge Funds, per la quale però si
richiede una soglia d’ingresso altissima, fuori dalla portata
del medio investitore incuriosito dal Total Return. Gli ETF
vanno bene, ma meglio sarebbe consigliare strumenti e non
prodotti. Tutto il resto gravita nell’orbita della promozione,
velata di un alone di pseudo-consulenza. Quanto al prezzo del
mio consiglio, il mio cliente paga solo l’utilità marginale che
ritrae dal servizio di consulenza.

Come viene percepita dall’opinione pubblica, dai colleghi, dalla
clientela potenziale, dagli altri operatori del settore la
innovativa figura del Consulente di Investimento Indipendente?

Ritengo che ancora oggi retaggi e sfumature di diffidenza
ammantino la figura del consulente indipendente, visto dal
pubblico come un agente qualunque al soldo della banca (per chi
lavori?, spesso mi si chiede per rompere il ghiaccio…). Farsi
consigliare in modo indipendente, per converso, è un’esigenza
che sento molto avvertita. Alcune associazioni dei
consulenti “indipendenti” stanno raccogliendo adesioni pescando
tra ex-promotori, family-bankers, assicuratori e compagnia
cantante: tutte candide figure della distribuzione. Tali
professionisti, attingendo alla fonte creativa, dovranno
inventarsi il mestiere di consulente, che richiede forma mentis
e metodologie diametralmente “altre” rispetto a quelle a loro
congeniali. Arruffianarsi la clientela non esaurisce il compito
di un indipendente, semmai lo fa cominciare…

Quali sono i percorsi di formazione continua e di aggiornamento
obbligatori per stare al passo dei tempi che un Consulente di
Investimento Indipendente deve seguire?

Un autentico consulente, archiviato il suo percorso
formativo “istituzionale”, dovrebbe imparare a: 1. Seguire
costantemente i mercati. 2. Fare previsioni nette e non giudizi
lanciati a mezz’aria, facilmente adattabili ex post a tutti gli
scenari borsistici futuri. 3. Stare al passo con l’innovazione
tecnologica. 4. Confrontarsi con le esperienze dei colleghi
internazionali. Se non ci riesce da solo, ben venga un corso
professionale ad hoc.

Quale è un giudizio personale sull’avvento della MIFID e sulla
istituzionalizzazione della figura del Consulente di
Investimento Indipendente?

La Mifid ha preso le mosse da un problema anticamente ed
autenticamente avvertito, il conflitto d’interessi
banche/investitori, emerso in tutta la sua portata con gli
scandali mondiali del 2001-2003 Enron, Worldcom, Argentina,
Parmalat, sulla cui scia si sono posti i successivi subprime,
Lehman Brothers, etc. Il punto è che a subire il giro di vite di
una regolamentazione pleonastica e stringente (ci sono già le
norme del cod. civ. che parlano chiaro in fatto di
responsabilità dei consulenti) sono stati proprio gli unici
professionisti sul mercato senza conflitto d’interessi: i
consulenti indipendenti. L’ingerenza delle compagnie
d’assicurazione nella professione (con le rc professionali) non
mi entusiasma più di tanto. Le banche, invece, si adeguano senza
problemi soverchi, visto che finalmente fanno oggi quel che
avrebbero dovuto metodicamente fare ieri (questionari, raccolta
info, best execution, ecc.). Io, la salvaguardia dell’integrità
del consulente d’investimento, la vedo solo nella difesa
dell’accessorietà del servizio. Ecco il vero sforzo “lobbistico”
politicamente (s)corretto che le attuali associazioni italiane
dovrebbero avere il coraggio di compiere insieme.

Quale ruolo assumerà in futuro la figura professionale del
Consulente di Investimento Indipendente e quale invece il
Promotore Finanziario?

Il consulente lo vedo legato al processo della consulenza, il
promotore al prodotto. Entrambi avranno bisogno di un buon
marketing: il promotore è favorito perchè parte dal piedistallo,
sempre un po’ artificiosamente gonfiato, degli spot di banche ed
assicurazioni, al solito commuoventi… Al consulente, che non può
atteggiarsi a commesso di boutique, non resta che essere bravo.
Quel che serve, però, non è tanto la presa di coscienza del
percorso sul lato dell’offerta del servizio, ma la
consapevolezza di “classe” su quello della domanda: la “classe
dei risparmiatori”, come categoria sociologica di ritorno,
capace di rivendicare e creare le condizioni
dell’autoaffermazione, di generare l’élite nel servizio e la
disciplina nelle proposte. E’ insieme slancio per fuoriuscire
dalle secche del “bacchettonismo culturale” (proprio dei medi-
risparmiatori) e rinvigorimento della funzione etica del
risparmio, meritevole “costituzionalmente” di tutela ed
incoraggiamento. Dalla visuale del mio profondo (ed amato) Sud,
penso che la crisi della figura del promotore abbia portato con
sé, come una marea sulla spiaggia, un po’ tutti i professionismi
della finanza: e’ un marketing che si è fatto oggettivamente
difficile, non sarà facile per nessuno riabilitarsi agli occhi
dell’opinione pubblica.

Come dovrà strutturarsi necessariamente uno studio professionale
di Consulenza agli Investimenti Indipendente per poter competere
ed avere sempre maggior successo sul mercato?

Struttura abbastanza “light”: responsabile, uno statistico ed un
software proprietario (o anche esterno) e, ripigio il tasto, un
esperto di marketing, da prezzolare in base ai traguardi
tagliati. Infine, partnership con studi legali e commerciali per
gestire in collaborazione sia la fase ex ante, che quella
patologica degli investimenti e dei rapporti con le banche.
Nihil sub sole novi…


Che tipo di rapporti professionali dovranno essere intrapresi ed
allacciati con altre figure quali avvocati, notai,
commercialisti, assicuratori, banche, mediatori creditizi per
sviluppare con successo l’attività di Consulente di Investimento
Indipendente?

“Allacciato” può dar adito ad “autentiche” interpretazioni: io
preferisco restare culturalmente “slacciato” da tutti,
professionisti compresi. Per esperienza so che la convenienza
reciproca a collaborare, quando venisse fuori, farebbe
funzionare le cose da sé, einaudianamente senza lacci e
lacciuoli di sorta. E’ l’indipendenza, bellezza!!...


Quale sarà la forma giuridica più consona e di maggior successo
per l’attività di Consulente di Investimento Indipendente tra
studio professionale individuale, studio professionale
associato, studio professionale associato multidisciplinare,
società a responsabilità limitatra, società per azioni, società
di intermediazione mobiliare, società di gestione del risparmio,
società di diritto estero in libera prestazioni di servizi?

La figura di professionista-titolare dello Studio meglio
gestirebbe processi e prodotti della consulenza, come fosse
operaio, travet e supervisore ad un tempo, quasi una figura
mitica e romantica, capace di valutare e pianificare l’impegno,
dall’alto della sua, sempre vigilata e vigilabile, indipendenza.
Diffido un po’ della logica, che oggi pare dominante e che
conduce alle sedicenti società di consulenza indipendente. E’
l’aggettivo che non sempre mi convince…


Quali sono i supporti in termini di consulenza esterna che un
Consulente di Investimento Indipendente necessiterà in futuro e
per quali aree tipo commerciale, marketing, formazione,
tecnologica etc?

In fase di formazione, potrebbero tornare utili le Università
tematiche on-line ed alcuni buoni corsi teorico-pratici,
organizzati da squadre di professionisti per conto
dell’associazione o del futuribile Organismo. Al consulente
serve retroterra psicologico, cultura storico-finanziaria e
piglio di matematico. Le collaborazioni in ambito di partnership
tecnologica e di marketing sono quelle decisive. Un’esperienza
tra i colleghi USA chiuderebbe il cerchio. Infine non va
trascurata la mera e puntuale rendicontazione dell’attività: la
buona gestione dello Studio alla fine è l’unica cosa che conta.

ASSOCONSULENZA
FINANZA E DIRITTO INTERVISTA I PROTAGONISTI DELLA CONSULENZA
FINANZIARIA INDIPENDENTE ISCRITTI E CERTIFICATI DA
ASSOCONSULENZA

www.assoconsulenza.com

www.finanzaediritto.it

Con la presente , in qualità di socio fondatore e segretario
generale Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di
Investimento www.assoconsulenza.com , rettore Università ISFOA
di Lugano www.unisfoa.ch/presentazione.htm e di riconosciuto
fondatore dell ' attività di consulenza finanziaria indipendente
in Italia , mi pregio riportarvi di seguito , per opportuna
conoscenza , l ' esclusiva intervista a rilasciata da Felice De
Sario socio ordinario di Assoconsulenza Associazione Italiana
Consulenti di Investimento www.assoconsulenza.com ,

Editrice Le Fonti , fondato nel 2003 dall'attuale presidente
Guido Giommi , avvocato , dottore commercialista e revisore
ufficiale dei conti , è un gruppo editoriale multimediale
integrato , costituito dal portale internet nonchè quotidiano on
line www.finanzaediritto.it , dalle riviste on line Basilea 2 e
IAS - IFRS e dalla rivista trimestrale Family Office Patrimoni
di Famiglia e vanta i seguenti significativi risultati
aziendali : 150 volumi pubblicati vertenti su argomenti quali la
finanza , il trading ,il diritto , l' economia , la saggistica
ed il dialogo interreligioso ; visitatori unici , 12.000
partecipanti ai convegni ogni anno , 75.000 utenti della
comunità , 100.000 lettori annuali delle riviste , 35.000
iscritti alla newsletter , 56 convegni nazionali annui , 4 forum
internazionali annui , 2° portale giuridico e finanziario
italiano per numero di visite e rating Alexa del gruppo Amazon ,
partner dei principali editori e formatori asiatici , europei ed
anglosassoni .

Assoconsulenza Associazione Italiana Consulenti di
Investimento , organizzazione professionale autoregolamentata
dei Consulenti di Investimento, fondata a Milano nel 1996 ,
presente dal 2006 sull' Annuario ABI , prima ed unica
associazione dei Consulenti di Investimento accreditata e
riconosciuta a livello istituzionale in Italia membro ufficiale
della Consulta delle Professioni Emergenti del CNEL – Consiglio
Nazionale dell’Economia e del Lavoro è guidata dal comitato di
presidenza costituito da Monsignor Vincenzo Di Muro , presidente
Comitato Etico , Prelato d ' Onore di Sua Santità ; Petter
Johannesen , presidente , Console Onorario Generale per l '
Italia della Repubblica della Namibia ; Eugenio Benetazzo ,
vicepresidente , presidente Del Toro Holding SpA ; Luigi
Coccioli, vicepresidente, presidente UNIONSIM ; Stefano M.
Masullo, segretario generale, direttore editoriale Family
Office - Patrimoni di Famiglia , rettore Università ISFOA di
Lugano ; Roberto Ranieri , tesoriere , direttore centrale Banca
Akros ; Ezio Maria Simonelli, revisore dei conti, dottore
commercialista e presidente collegio sindacale ING Bank; ha per
scopo istituzionale l’autoregolamentazione dell’attività di
consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari,
liberalizzata dall’applicazione in Italia della direttiva CEE N.
93/22 denominata Eurosim, e di conseguenza la tutela degli
interessi dei soggetti esercitanti tale professione e della
relativa clientela sia privata che istituzionale.

Assoconsulenza ha sede in Aosta , Arezzo , Bari , Bergamo ,
Bologna , Bolzano , Brindisi , Catanzaro , Cremona , Firenze ,
Foggia , Genova , La Spezia , Lecce , Macerata , Milano ,
Modena , Napoli , Padova , Parma , Perugia ,Piacenza , Pisa ,
Potenza , Ragusa , Reggio Emilia , Rieti ;, Rimini , Roma ,
Rovigo , Salerno , taranto , Torino , Treviso , Trieste ,
Udine , Varese , Verona , Bahrain , Beirut , Bruxelles ,
Dublino , Francoforte , Ginevra , Londra , Lugano , Lugano,
Lussemburgo , Malta , Montecarlo , New York, Repubblica di San
Marino e Rijeka e potrà istituire anche all’estero sezioni,
uffici e rappresentanze; è prevista inoltre la realizzazione di
delegazioni dotate di una propria limitata autonomia ubicate in
ogni capoluogo di provincia.

Assoconsulenza, conta attualmente oltre 700 associati in
rappresentanza delle più importanti istituzioni finanziarie
nazionali ed estere, e si pone come organismo di riferimento e
di confronto per intermediari finanziari, autorità politiche
monetarie e di borsa, organi di stampa, istituzioni accademiche,
associazioni di categoria, ordini professionali sia a livello
italiano che a livello internazionale quali SIM, Società
Quotate, Istituti di Credito, Fondi comuni, SICAV, Società di
gestione, Fondi Pensione e Chiusi, Merchant Bank, Consob e Banca
d’Italia, Ministero del Tesoro e del Bilancio, Ministero
dell’Industria, Ministero delle Finanze, Commissione Europea,
Parlamento Europeo, Banca Centrale Europea, Banca Mondiale,
Fondo Monetario Internazionale.

Il link all’ intervista è il seguente :

http://www.finanzaediritto.it/articoli/intervista-esclusiva-a-
felice-de-sario-consulente-dinvestimento-assoconsulenza-
4403.html
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