stato "acquistato" dalla Cina. E' notizia meno nota che la Cina ha acquistato ed inizia ad acquistare anche buona parte del debito pubblico di molti paesi europei. Perché? Due sono i motivi: - il primo è che ci guadagna in interessi, certo gli interessi sono piuttosto bassi ma comunque su volumi molto grandi sono cifre di tutto rispetto e sono ricchezza pura sottratta alle rispettive nazioni. In parole semplici ad esempio l'Italia paga ogni anno circa 80 miliardi di euro di interessi sul debito che ha, da dove arrivano questi 80 miliardi euro? Dalle tasse prelevate ai cittadini e se queste non bastano da altro debito che genera altri interessi e così via. Quindi la Cina ogni anno riscuote una "quota" delle tasse che i cittadini statunitensi ed europei pagano. - il secondo è che chi detiene una fetta consistente del debito di un paese ha potere di interferire sulla sua sovranità interna, più debito detiene più potere d'influenza ha. Ad esempio abbiamo assistito al ritornello che in tempo di crisi "è assolutamente da evitare la chiusura del commercio e l'imposizione di dazi". Falso. In una crisi come questa se non si chiudono le frontiere commerciali, se non si impongono dazi le aziende non possono reggere la concorrenza di prodotti che hanno le stesse caratteristiche ma che vengono prodotti ad 1/5 o ad 1/3 del costo di produzione "occidentale", di conseguenza le aziende chiudono nei paesi dove il lavoro e la produzione costa e riaprono nei paesi dove il lavoro e la produzione costano meno, ad esempio chiudono in Italia, chiudono negli Stati Uniti ed aprono in Cina, o in uno dei tanti paesi dove per produrre la stessa cosa si spende un terzo. Il famoso ritornello di non imporre dazi e di non imporre chiusure è di derivazione cinese. La Cina ha imposto ai paesi occidentali di lasciare aperte le loro frontiere commerciali forte del potere ricattatorio che ha: "o fate così o non acquistiamo più il vostro debito" che equivale a mandare tutti a gambe all'aria. Morale della favola la Cina drena ricchezza dai paesi occidentali sottoforma di interessi-tasse dei cittadini e drena aziende e produzione. Qui si chiude, li si apre. In questo duemiladieci non ci sarà nessuna ripresa, certo magari ministri tv e giornali reciteranno la solita cantilena, la realtà sarà però ben diversa, negli Stati Uniti ed in Europa (tranne nei paesi non euro dove la produzione costa meno favorita dai cambi monetari favorevoli) assisteremo ad una "delocalizzazione di massa" di molti settori produttivi, molto maggiore rispetto a quella cui abbiamo assistito sino ad ora perché oggi anche produzioni ad alto contenuto tecnologico possono essere trasferite nei paesi emergenti che negli ultimi anni hanno creato personale qualificato puntando su scuole ed università all'avanguardia. La disoccupazione è destinata a salire, non verranno creati nuovi posti di lavoro, in generale paesi come Stati Uniti ed i paesi "ricchi" dell'Europa occidentale non torneranno mai ai livelli di ricchezza pre-crisi. La ricchezza ha iniziato a defluire da questi paesi già da oltre dieci anni, è stata tamponata con la finanza fatta di carte e di debiti che prima o poi era destinata a crollare. Chi ha colpa in tutto questo? La Cina non ha colpa, fa solo il suo mestiere meglio degli altri. La classe dirigente dei paesi occidentali ha la colpa. Il capitalismo ha le sue regole, noi le conoscevamo, perché allora nulla è stato fatto per prevenire questo stato di cose? Perché la classe dirigente dei paesi occidentali si è andata via via cialtronizzando, a partire dagli anni ottanta siamo stati governati da rapaci e incoscienti, è un problema del sistema capitalista, con il passare del tempo si avvita su se stesso se nessuno mette dei limiti severi, è già accaduto varie volte nel corso della storia. Dagli anni ottanta in poi abbiamo assistito ad una "deregulation" o "liberalizzazione" sempre più spinta. Deregulation, liberalizzazione sono termini che si sono sentiti ripetere spesso, molto meno da un paio d'anni a questa parte. Significano ad esempio che se prima una banca non poteva investire i soldi dei clienti in operazioni speculative senza dare garanzie dopo, grazie alla liberalizzazione, poteva investire quei soldi in qualsiasi cosa. Se prima un operatore finanziario poteva creare un "prodotto" ossia un pezzo di carta solo se vi era la copertura monetaria, dopo grazie alla deregulation, si sono potuti creare pezzi di carta del valore di milioni di dollari senza che questi milioni di dollari fossero mai esistiti. Una classe dirigente composta da rapaci, cialtroni ed ignoranti ha portato l'occidente a questo punto. Colpevole nella stessa misura il cittadino medio occidentale, accomunato dai non valori assorbiti dall'idiota american way of life, ossia dall'idiota stile di vita americano, fatto di film in cui ci sono i vincenti, quelli che ostentano i soldi, e i perdenti o gli sfigati ossia quelli che non sono così fissati con il dover dimostrare di essere superiori agli altri o di avere quello che gli altri non hanno, fatto di banali drogati elevati al rango di idoli e pastori delle masse, mi riferisco alle rock star e ai divi di holliwood la cui massima espressione culturale si ritrova in frasi del tipo "sii sempre te stesso" oppure "l'importante è essere belli dentro" per non parlare di quelli che sono stati addirittura definiti poeti dopo che hanno scritto roba del tipo "forza, piccola, accendi il mio fuoco cerca di appiccare il fuoco alla notte" e ancora "solo i ragazzi che salvano i loro risparmi possono risolvere i miei problemi, perché essi stanno vivendo in un mondo materiale e io sono una ragazza materiale" e ce ne sarebbero milioni di esempi ma non voglio tirarla per le lunghe. Quando una borsa firmata ha più valore di un libro, quando i modelli da imitare non sono gli artisti, gli scrittori, gli scienziati ma le attricette, i cantanti, i rapper, significa che lo stile di vita americano assorbito attraverso gli stupidissimi film americani prima ed i format televisivi poi ha infettato la società. Il consumismo elevato ad unico valore ha distrutto la cultura di una nazione e dell'intero occidente. Il sunto è che la crisi economica nasce da una crisi di valori culturali perché l'economia è fatta di comportamenti e di scelte e le scelte sono la storia ed i valori di ogni persona. In conclusione penso che questa grande e grave crisi, che farà vedere il suo vero volto nei prossimi dieci anni, ve la meritate e vi farà altro che bene. Other posts:
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