Estendo il dibattito anche a it.cultura.religioni: Subject: Re: La politica Date: Fri, 27 Nov 2009 10:27:59 GMT From: L Organization: [Infostrada] Newsgroups: it.cultura.filosofia, it.politica References: 1 Massimo 456b wrote: > > Ogni persona tende naturalmente > al bene. > Per bene si intende un concetto che > scaturisce da questa equivalenza > semplice. > > Bene è un concetto che sostituisce: > > Buono = Bello = Vero > > Quando il bene è il bene di una > comunità o polis il bene è > la politica. > > Ora ditemi perchè e quando una legge, ad > esempio quella che vieta di rubare, > è buona, bella e vera. > > ciao > Massimo Salti un passaggio: Noi dovremmo sapere di non sapere (Socrate). Ossia dovremmo esser cogniti di non poter dire verità non ulteriormente perfezionabili, esclusa la tesi che "non conosciamo tutta la verità". Ciò ci immergerebbe in un relativismo -al vertice con Einstein (ci si dovrebbe chiedere perché chiama la sua teoria "della relatività")- fortemente contrastato sia da Hitler che dall'attuale papato (del resto l'attuale papa fu devoto di Hitler prima di eleggersi un nuovo capo ancora più -a parere degli assolutisti- indiscutibile, cosa contraria -invece- a Y'sarah'El, che è colui che contende _anche_ vs El=Dio), mentre Giovanni Paolo II affermava: "se mi sbaglio mi corrigerete!". Ma la verità ama chi la cerca. La verità è solo per coloro che contendo con il vero, e non contro il vero, perché non sanno con determinazione assoluta cosa sia vero, ma per anelito di giustizia, ossia contemplazione di ogni ché, quindi di Dio, che è ogni cosa che è. Non a caso quindi YHWH prima di qualunque teofania affermava "ascolta oh Y'sarah'El". Chi potrebbe -infatti- amare e corrispondere alla novità del vero, se non coloro che siano pronti a lasciare ogni scoglio a cui si aggrappano per nuotare nel mare della completezza (a loro ignota)? Solo chi non si accontenta di un canone e di una etichetta di rassicurazione. Che prende il vecchio -Y'sarah'El- e anziché mortificarlo e umiliarlo ne riconosce la dignità che non risiede nell'essere vecchio o nuovo ma in ciò che non è confutabile, almeno finché rimane presentabile. La legge, sotto questo profilo, fu già esaminata da Paolo di Tarso ammettendo che è utile ma non il nuovo dio, poiché il vero non è sottoposto neanche alla legge in quanto il vero riforma e riconfigura anche le leggi pregresse. Saluti felicità, L Other posts:
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