post: Noi cattolici siamo terribili-Rosaria d'Asinalonga:peggio di un comunista c'è solo un cattocomunista Il culturista Schiamazzi dal Campidoglio: "Bindi bindi, bindi bù!" Vipera gentile La faccia tonda e rubizza della Bindi che sbuca fuori da una maglietta con la scritta "Non sono una donna a sua disposizione", fa subito pensare a una replica insolente: "E chi la vuole?". Si dice spesso nomen/omen. Per ciò che riguarda Rosaria Bindi detta Rosy, è il caso di dire locus/omen. Nasce infatti ad Asinalonga (poi contratta in Sinalunga) in Provincia di Siena, luogo ameno che è presagio importante. Una vita spesa nell'Azione Cattolica.[La rovinosa Azione Cattolica post-conciliare, nulla a che vedere con la gloriosa Azione Cattolica di Luigi Gedda...] La Pulzella d' Asinalonga si distinse nel collegio DC del Triveneto e quando la Balena Bianca cominciò a declinare, lei si distinse quale fulgido astro del PPI di Mino Martinazzoli - quello che pareva il "doppio" sfregiato di Eddie Costantine. http://tinyurl.com/yb3tfon Rosaria la Pasionaria pareva un'eterna ispirata senza ispirazione, una santa da calendario senza santità e nel '94 sostenne la candidatura di Romano Prodi, dossettiano come lei. La verginità irradia solitamente carisma: si vedano le vite di Caterina da Siena dalle splendide lettere, Teresa D'Avila, la piccola Teresa di Lisieux e altre agiografie di sante. Nel caso della Bindi, suscita invece l'orticaria. A guardarla come a sentirla. Per dirla con Montanelli quando parlava di don Dossetti "peggio di un comunista c'è solo un cattocomunista". Le battaglie bindiane le conosciamo: si è battuta per il diritto di moschea con annessi palmizi e minareti nel tosco Colle Val d'Elsa. Durante il breve governo Prodi del 2006 volle le nozze gay coi famosi Pacs detti Dico. Ma come?- si chiedevano tutti - proprio una cattolicona come lei?! Ebbene, Rosy si assunse, in virtù dei suoi Dico, la missione taumaturgica di rendere "monogamica" e "fedele" la coppia omosex, solitamente dedita alla promiscuità sessuale. Che oscurantista il Papa a non averlo capito! Lei sì che capì le vere politiche della famiglia. Per questo le perse. Il governo Prodi cadde e allora qui lo Dico e qui lo nego è la democrazia, (non posso aggiungere il solito Bellezza). Perciò chi perde rosica sì, ma solo di rabbia. Da allora la Rosy rosicans è partita in quarta con l'alabarda sguainata e non ne fa passare una liscia. Suo obiettivo principale è, manco a dirlo, il solito Berlusca. Quando il Cav venne ferito con un cavalletto durante la passeggiata a Piazza Navona, lei parlò del suo lanciatore di treppiede come di un uomo con una sua dignità. Poi fu la volta della duomata aguzza in faccia dove Rosaria d'Asinalonga, appena reduce da qualche giorno dal violaceo corteo No B Day, ebbe l'ardire di intimare al premier: "Non faccia la vittima". Beh, io credo che una duomata bella tosta in faccia a lei (che pure non le auguro), l'avrebbe quasi certamente resa più bella, più intelligente e se non proprio santa, almeno un po' più umana. Provare per credere. Perciò, cara Rosaria si ricordi che la Superbia e l'Ira sono due dei Sette Peccati Capitali. E non dimentichi di recitare una prece per il Cavaliere. http://latorrenormanna.files.wordpress.com/2009/12/bindi.jpg --------------------------------------------------------------------- Tempo fa un giornalista, evidentemente poco edotto delle differenti posizioni espresse dall'Azione Cattolica postconciliare e da Comunione e Liberazione, chiese ingenuamente a Roberto Formigoni: "Ma perché lei e Rosy Bindi polemizzate sempre? In fondo, siete entrambi cattolici, e entrambi avete fatto una scelta di verginità!" Formigoni, abbozzando un sorrisetto perfido, rispose: "La mia, è stata una scelta...." http://i45.tinypic.com/o02zvp.jpg Vandeano2005 La fierezza di essere cattolici «L'aventure la plus belle du monde c'est la nôtre!», dicevano i cavalieri templari. Ed è forse in questa consapevolezza della bellezza trascendentale della nostra identità e missione che dobbiamo trovare uno dei segreti della loro formidabile force de trappe, che tanto impressionava sia amici che nemici. Dopo essersi distinto come una delle principali forze vive della Cristianità medievale, l'Ordine del Tempio è entrato nella leggenda con tale vigore che perfino oggi assistiamo a tentativi di ricalcarlo. Quasi per contrasto ci viene in mente questo paragone nel contemplare il triste panorama del Cattolicesimo contemporaneo descritto nel 1984 dal card. Joseph Ratzinger Cosa è successo? Rispondeva, allora, il Prefetto del Sant'Uffizio: «Questi guasti sono dovuti allo scatenarsi all'interno della Chiesa, di forze latenti aggressive, centrifughe, magari irresponsabili oppure semplicemente ingenue, di facile ottimismo, di un'enfasi sulla modernità che ha scambiato il progresso tecnico odierno con un progresso autentico. E, all'esterno, all'impatto con una Rivoluzione Culturale con la sua ideologia liberal-radicale di stampo individualistico, razionalistico, edonistico». Questo facile ottimismo riguardo alla Modernità ha fatto sì che troppe finestre siano state aperte, troppi ponti abbassati, troppe mani tese, con i tragici risultati oggi evidenti. Invece di affermare con fierezza la propria identità e missione, mettendosi in un rapporto di contrasto con gli aspetti negativi di questa modernità, il cattolicesimo adult(er)o ne risente il fascino, ne diventa succubo e finisce per capitolare. «Il confronto con il mondo è possibile solo sulla base di un'identità chiara - ammoniva il card. Ratzinger - è tempo di ritrovare il coraggio dell'anticonformismo, la capacità di opporsi, di denunciare molte delle tendenze della cultura circostante». Quando un Papa si vede impossibilitato a recarsi in una Università fondata da un suo predecessore, quando un vescovo belga viene processato penalmente per insegnare la dottrina cattolica in tema di omosessualità, quando viene presentato in Parlamento un ddl che in pratica impedirebbe alla Chiesa d'insegnare il suo Magistero, quando i legislatori europei giungono a negare la verità storica, escludendo le radici cristiane dalla Costituzione, sappiamo che siamo arrivati al capoliena. Orami sono in gioco non aspetti marginali, sui quali si potrebbe al limite discutere, ma quei valori non negoziabili che fanno parte dell'essenza della nostra identità cattolica e sono fonti di civilizzazione di tutto il corpus della società civile. È solo mostrando con fierezza la nostra identità, contrastando senza timore le forze che ci accerchiano e lanciando controffensive mirate e brulotti azzeccati, che daremo una testimonianza di Fede all'altezza del momento storico in cui viviamo. [Padre Gemelli ad esempio aveva un carattere molto forte, e talvolta prepotente, ma anche per questo era ammirato da coloro che erano in grado di apprezzare tale qualità, come l'allora arcivescovo di Milano Giovanni Battista Montini. Nel corso dell'orazione funebre di padre Gemelli il futuro Papa Paolo VI infatti disse: "Fu come i più valorosi uomini del tempo nostro, suscitatore, fondatore, realizzatore....un creatore pratico, risoluto, calcolatore, instancabile, invincibile. E fu potenza la sua nell'osare, nel volere, nel creare, fu meraviglia la nostra nel vedere che l'opera favolosa e gigantesca sorgeva. Fu atleta della cultura e della sua affermazione; e anche così, nella sua statura tanto alta, e talora potente e prepotente, e un pò terribile, ci piacque sentirlo nostro." Papa Montini lo sentiva "nostro", cioè cattolico, perchè suscitatore, fondatore, realizzatore, valoroso, instancabile, invincibile, potente, prepotente, terribile.... Fossimo anche noi capaci di essere così, oggi: instancabili, invincibili, potenti, prepotenti, e pure terribili! Terribili, come pure Vito d'Ondes Reggio riteneva che fossero i veri cattolici: "Noi cattolici siamo terribili da vivi e terribili da morti. Vivi, noi siamo la Chiesa, che Dio stesso aduna e vivifica nel trionfo, che non può mancare. Morti, noi siamo nella Comunione dei Santi, partecipiamo al trionfo della Chiesa, lo comunichiamo, lo facilitiamo ai fratelli, ancora viatori, e specie a quelli che ci erano più cari. E' una potenza davvero terribile nel grado supelativo e assoluto che noi contrapponiamo al male, una potenza immensa, come la terra e i cieli, profonda come l'eternità, onnipotente come Dio. Quando il nemico ci contesta le aule, le vie, e persino la luce, ecco le Catacombe, la notte, il martirio, e poi l'aurora, il trionfo. Quando il nemico ci sega la gola e ci consuma con le fiamme, ecco che la nostra anima gli sfugge, e non gli rimane che un cadavere, su cui si gettano le aquile di Dio a ristorarsi, mentre dalla terra profuma il sangue in grido di vendetta, e dai cieli risponde il Dio delle Vittorie, giocondato da un altro fedele campione. Ma più spesso, la nostra piccola destra, la nostra breve armatura è il pugno, è il vincastro, è la fionda di David, la nostra spada è quella di Gedeone, il nostro impeto ha la furia dei Maccabei, la nostra azione ha l'efficacia degli Apostoli a Pentecoste, il nostro Papa ha il gesto trionfale di Pietro, di Lino, dei 40 Pontefici martiri, di Leone Magno al Trasimeno, di Gregorio a Canossa, di Giulio a Mirandola, di Pio VII a Fontainebleau, di Pio IX, sul portone di bronzo che si chiude dinanzi alla loro Augusta Persona, perchè si spalanchi verso tutti i popoli pellegrini, volti a venerare la sacrosanta e intangibile Maestà del Papa! E le nostre armi sono pure le preghiere, e le nostre armature i Sacramenti: si Deus pro nobis, quis contra nos? Noi cristiani cattolici siamo terribili, terribili da vivi e terribili da morti, poichè dal nostro sangue germogliano a mille nuovi difensori della nostra divina religione. Con la croce sulle spalle abbiamo percorso la terra, e portata ovunque la luce del Vangelo, e piantata la Civiltà; con la croce sulle spalle continueremo la nostra opera santa, la quale sarà compiuta quando saranno compiuti i secoli dell'umanità, con un trionfo eterno e con un canto eterno a gloria di Dio nell'alto dei cieli."] Other posts:
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