Cade la censura al quadro della Battaglia Ettore Beggiato esprime "profonda soddisfazione" per la pronta risposta della presidenza della Camera dei deputati, che ha dato disposizione affinchè il dipinto raffigurante la battaglia di Lepanto ritorni in evidenza a Montecitorio. Beggiato aveva scritto il 4 settembre scorso, facendo presente che il precedente presidente della Camera, Fausto Bertinotti, aveva disposto la rimozione del dipinto in questione dalla Sala Gialla di Montecitorio, e chiedendo di riportare il quadro in un contesto adeguato. La tela, di scuola napoletana del XVIII secolo, si trova ora nella sala "Bruno Salvadori", importante sala riunioni del Palazzo dei gruppi parlamentari. La battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) fu fondamentale per le sorti della civiltà cristiana e dell'intera Europa. La Serenissima Repubblica Veneta pagò un prezzo altissimo in vite umane (si calcola che su 7.500 cristiani morti ben 4.700 furono veneti); alla battaglia partecipò anche il grande Miguel de Cervantes che rimase ferito, perse per sempre l'uso della mano sinistra, e definì quella battaglia come "il più grande evento che videro i secoli". "IN OGNI COMUNE DEL VENETO UNA VIA PER RICORDARE LEPANTO" La proposta di Beggiato nell'anniversario della Battaglia Dedicare una via o una piazza in ogni comune veneto alla Battaglia di Lepanto: è la proposta di Ettore Beggiato, responsabile cultura di Progetto Nordest. "Il 7 ottobre - ricorda - è l'anniversario della grande battaglia navale di Lepanto (1571) nella quale la flotta cristiana (col fondamentale apporto degli uomini e delle navi della Repubblica Veneta) sconfisse la flotta ottomana. Una battaglia violentissima, dove ci furono ben 30.000 morti da parte degli ottomani (che chiamarono "Campo insanguinato" il teatro della battaglia) e 7.500 i cristiani dei quali ben 4.700 veneti guidati da due straordinari eroi, Sebastiano Venier e Agostino Barbarigo. SORTI DELLA CRISTIANITA' Beggiato sottolinea che si trattò di una battaglia determinante per le sorti dell'intera Europa, per le sorti della cultura e della civiltà europee. E per celebrare degnamente la vittoria di Lepanto il grande Andrea Palladio progettò in piazza dei Signori a Vicenza la Loggia del Capitaniato. http://www.sitiunesco.it/pix/vicenza/loggia_del_capitanio.jpg FEDE E VITTORIA Ecco cosa si legge su "Vicenza città bellissima" (R. Schiavo, B. Chiozzi, foto di T. Cevese) a proposito dell'opera palladiana: "Negli intercolumni sono poste due statue allegoriche ricordanti l'ultima vittoria navale veneziana. ...Sulla base, è scolpita una duplice iscrizione: - Palman genuere carinae - e - Belli secura quiesco -. Il significato è da comprendersi interpretando le due figure: la prima rappresenta la dea della vittoria navale, mentre la seconda la pace ormai ottenuta. Il piano superiore presenta altro quattro statue: la prima, verso la piazza è la Virtù secondo il significato classico; la seconda, la Fede; la terza, simile alla precedente, la Pietà; la quarta l'Onore. L'interpretazione di questi simboli è sufficientemente chiara: la Virtù e l'Onore seguendo la Fede e la Pietà ottengono la Vittoria e la Pace. Venezia ha vinto i turchi unendo questi valori." La grandiosità della Loggia, afferma Beggiato, "è un segno inequivocabile di quale importanza veniva attribuita, all'epoca, alla battaglia di Lepanto. Ai giorni nostri, purtroppo, è ben diverso; e allora, perché non intitolare una via o una piazza dei nostri comuni alla battaglia di Lepanto? E' possibile che nella toponomastica veneta si trovi anche la più insignificante battaglia garibaldina e non ci sia un riferimento a una delle battaglie fondamentali per le sorti del Veneto e dell'intera Europa?". I FATTI La battaglia di Lepanto si svolse il 7 ottobre del 1571, per cercare di fermare l'invasione dei Turchi Ottomani. Sollecitata da San Pio V per preservare la civiltà cristiana, essa vide schierata la "Lega Santa" al comando di don Giovanni d'Austria, contro le forze turche al comando di Mehmet Alì Pascià. Scesero in campo per conto della "Lega Santa": 209 galere, 30 navi da carico, 6 "galeazze", 15.000 marinai, 30.000 rematori e 33.000 fanti, con 1815 cannoni. Per conto dei Turchi Ottomani: 219 galere, 60 navi più piccole, 20.000 marinai, 25.000 rematori (di cui 14.000 cristiani in catene) e 34.000 fanti, con 750 cannoni. Nel tardo pomeriggio, grazie a Dio e all'assistenza della Santa Vergine Maria, che tutti i cristiani pregavano ininterrottamente per il buon esito della battaglia navale, questa si risolse con la disfatta dei Turchi. Il Pontefice attribuì il trionfo di Lepanto all'intercessione della Vergine e volle che nelle Litanie lauretane si aggiungesse l'invocazione Auxilium christianorum. Anche il Senato Veneziano volle attribuire alla Santissima Vergine il merito principale della vittoria e sul quadro fatto dipingere nella sala delle sue adunanze fece scrivere queste parole: "Non virtus, non arma, non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit" (non il valore, non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario ci ha fatto vincitori). http://tinyurl.com/9bzxll Other posts:
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