Il quadro di Lepanto ritorna al suo posto

Subject:Il quadro di Lepanto ritorna al suo posto
Date:Mon, 25 Jan 2010 22:23:55 +0100
LEPANTO
Cade la censura al quadro della Battaglia
Ettore Beggiato esprime "profonda soddisfazione" per la pronta
risposta della presidenza della Camera dei deputati, che ha dato
disposizione affinchè il dipinto raffigurante la battaglia di Lepanto
ritorni in evidenza a Montecitorio. Beggiato aveva scritto il 4 settembre
scorso, facendo presente che il precedente presidente della Camera, Fausto
Bertinotti, aveva disposto la rimozione del dipinto in questione dalla Sala
Gialla di Montecitorio, e chiedendo di riportare il quadro in un contesto
adeguato.
La tela, di scuola napoletana del XVIII secolo, si trova ora nella
sala "Bruno Salvadori", importante sala riunioni del Palazzo
dei gruppi parlamentari.
La battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) fu fondamentale per le sorti
della civiltà cristiana e dell'intera Europa. La Serenissima Repubblica
Veneta pagò un prezzo altissimo in vite umane (si calcola che su
7.500 cristiani morti ben 4.700 furono veneti); alla battaglia partecipò
anche il grande Miguel de Cervantes che rimase ferito, perse per sempre
l'uso della mano sinistra, e definì quella battaglia come "il più grande
evento che videro i secoli".


"IN OGNI COMUNE DEL VENETO
UNA VIA PER RICORDARE LEPANTO"
La proposta di Beggiato nell'anniversario della Battaglia
Dedicare una via o una piazza in ogni comune veneto alla Battaglia di
Lepanto: è la proposta di Ettore Beggiato, responsabile cultura di Progetto
Nordest. "Il 7 ottobre - ricorda - è l'anniversario della grande battaglia
navale di Lepanto (1571) nella quale la flotta cristiana (col fondamentale
apporto degli uomini e delle navi della Repubblica Veneta) sconfisse la
flotta ottomana. Una battaglia violentissima, dove ci furono ben 30.000
morti da parte degli ottomani (che chiamarono "Campo insanguinato"
il teatro della battaglia) e 7.500 i cristiani dei quali ben 4.700 veneti
guidati da due straordinari eroi, Sebastiano Venier e Agostino Barbarigo.


SORTI DELLA CRISTIANITA'
Beggiato sottolinea che si trattò di una battaglia determinante
per le sorti dell'intera Europa, per le sorti della cultura e della
civiltà europee.
E per celebrare degnamente la vittoria di Lepanto il grande Andrea
Palladio progettò in piazza dei Signori a Vicenza la Loggia
del Capitaniato.


http://www.sitiunesco.it/pix/vicenza/loggia_del_capitanio.jpg


FEDE E VITTORIA
Ecco cosa si legge su "Vicenza città bellissima" (R. Schiavo, B.
Chiozzi, foto di T. Cevese) a proposito dell'opera palladiana: "Negli
intercolumni sono poste due statue allegoriche ricordanti l'ultima vittoria
navale veneziana. ...Sulla base, è scolpita una duplice iscrizione: - Palman
genuere carinae - e - Belli secura quiesco -. Il significato è da
comprendersi interpretando le due figure: la prima rappresenta la dea della
vittoria navale, mentre la seconda la pace ormai ottenuta. Il piano
superiore presenta altro quattro statue: la prima, verso la piazza è la
Virtù secondo il significato classico; la seconda, la Fede; la terza, simile
alla precedente, la Pietà; la quarta l'Onore. L'interpretazione di questi
simboli è sufficientemente chiara: la Virtù e l'Onore seguendo la Fede
e la Pietà ottengono la Vittoria e la Pace. Venezia ha vinto i turchi
unendo questi valori."
La grandiosità della Loggia, afferma Beggiato, "è un segno
inequivocabile di quale importanza veniva attribuita, all'epoca, alla
battaglia di Lepanto. Ai giorni nostri, purtroppo, è ben diverso; e allora,
perché non intitolare una via o una piazza dei nostri comuni alla battaglia
di Lepanto?
E' possibile che nella toponomastica veneta si trovi anche la più
insignificante battaglia garibaldina e non ci sia un riferimento a una
delle battaglie fondamentali per le sorti del Veneto e dell'intera
Europa?".


I FATTI
La battaglia di Lepanto si svolse il 7 ottobre del 1571, per cercare
di fermare l'invasione dei Turchi Ottomani. Sollecitata da San Pio V
per preservare la civiltà cristiana, essa vide schierata la "Lega Santa"
al comando di don Giovanni d'Austria, contro le forze turche al comando
di Mehmet Alì Pascià.
Scesero in campo per conto della "Lega Santa": 209 galere, 30 navi
da carico, 6 "galeazze", 15.000 marinai, 30.000 rematori e 33.000 fanti,
con 1815 cannoni.
Per conto dei Turchi Ottomani: 219 galere, 60 navi più piccole, 20.000
marinai, 25.000 rematori (di cui 14.000 cristiani in catene) e 34.000 fanti,
con 750 cannoni.
Nel tardo pomeriggio, grazie a Dio e all'assistenza della Santa Vergine
Maria, che tutti i cristiani pregavano ininterrottamente per il buon
esito della battaglia navale, questa si risolse con la disfatta dei Turchi.
Il Pontefice attribuì il trionfo di Lepanto all'intercessione della
Vergine e volle che nelle Litanie lauretane si aggiungesse l'invocazione
Auxilium christianorum.
Anche il Senato Veneziano volle attribuire alla Santissima Vergine il
merito principale della vittoria e sul quadro fatto dipingere nella sala
delle sue adunanze fece scrivere queste parole: "Non virtus, non arma,
non duces, sed Maria Rosarii, victores nos fecit" (non il valore,
non le armi, non i condottieri, ma la Madonna del Rosario
ci ha fatto vincitori).


http://tinyurl.com/9bzxll






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